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  1. Arrivano gli analytics di Pinterest

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    Chi è pratico di analytics, magari perché ha un account su Google Analytics o utilizza strumenti di terze parti per Twitter, ne capisce probabilmente già l’importanza. Gli analytics consentono non solo di sapere quanto traffico arriva effettivamente sul proprio sito, ma di conoscerne anche la qualità e la provenienza.
    Appare dunque piuttosto comprensibile se non addirittura prevedibile la crescente popolarità di strumenti di questo tipo. Al grande “party” degli analytics si è ora aggiunto un invitato speciale: Pinterest.

    Come funzionano

    Il social network di condivisione delle immagini ha infatti rilasciato un aggiornamento che permette agli utenti di acquisire informazioni sui visitatori e sulla condivisione dei pin.
    Con gli analytics di Pinterest vi sarà possibile approfondire diversi aspetti.

    1. Conoscere quante sono le persone che pinnano dal vostro sito
    Danno accesso a statistiche sul numero di visitatori e le loro attività, permettendo di filtrare per periodo di tempo così da individuare tendenze e trend statistici.

    2. Indagare il traffico di visitatori che da Pinterest si spostano su altri siti
    Gli sviluppatori di Pinterest danno una certa rilevanza al traffico generato da un profilo Pinterest verso altri siti. Questo perché Pinterest va inteso non come qualcosa di fine a sé stesso ma come uno strumento social in un’ottica di integrazione e promozione reciproca con altri siti.

    3. Capire quali sono i vostri pin più popolari

    Permettono di visualizzare quali sono i pin più recenti, quelli più cliccati e quelli più ripinnati, quante volte vengono visualizzati i pin.


    Per avvalersi degli analytics è necessario che il proprio sito risulti “verificato” da Pinterest accedendo all’apposito bottone nelle impostazioni.

    Come trarne vantaggio

    Gli analytics sono utili per un quadro della situazione, se non altro per capire quali tra i vostri contenuti piacciono maggiormente al pubblico, ma sta a voi capire come migliorare la vostra strategia.
    In altre parole sono come un dottore che fornisce una diagnosi precisa, lasciando agli utenti il compito di somministrare la giusta terapia.

    Ci sono comunque alcune semplici avvertenze che si possono seguire per poter ottimizzare l’utilizzo di Pinterest, a partire magari da quanto appreso mediante l’utilizzo degli analytics:
    1. Ricordarsi che si chiama Pinterest per una ragione, i pin, e che quindi uploadare va bene ma pinnare va meglio
    2. Assegnare un nome in linea col contenuto al file immagine che uploadate
    3. Interagite (pin, ripin, like, commenti, ecc.) con più siti per volta
    4. Dopo l’upload fate l’edit dell’immagine per aggiungere un link al vostro pin
    5. Fornite una descrizione significativa ma breve (e se vi manca l’ispirazione chiedetela online ai vostri fan/follower con
    6. Navigate su Pinterest per farvi un’idea di come dev’essere il contenuto per fare colpo ed impressionare i visitatori
    7. Pinterest è un social media, quindi ricordatevi che non siete soli e che è opportuno commentare e ripinnare i contenuti altrui
    8. Create diversi board e date loro nomi che funzionino in una logica di SEO, ossia qualcosa che funga da parola-chiave né troppo vaga da perdersi nel mare delle ricerche online né così ristretta da non suscitare l’attenzione di nessuno
    9. Aggiungete al vostro sito tasti per farvi seguire su Pinterest ed inviare pin, così da sfruttare appieno le potenzialità social
    10. Uploadate contenuto che in qualche modo richiami ed evidenzi l’identità del vostro marchio e favorisca associazioni mentali ben precise tra gli utenti di oggi (e magari i clienti di domani).

    Ricordate infine che:

    a. Si possono pinnare anche video da YouTube
    b. La dimensione minima delle foto è di 85 x 85 pixel, la larghezza massima è di 554 pixel mentre la lunghezza non dovrebbe superare i 5000 pixel (si possono caricare immagini più lunghe, ma per visionarle è necessario usare lo scroll del mouse, e non tutti i visitatori potrebbero volerlo fare)
    c. I contenuti postati su Pinterest possono essere scansionati da Google e resi visibili sul motore di ricerca
    d. Conviene usare parole-chiave sia nel titolo che nella descrizione del board.

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